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SEO

Come cambia la SEO con l’introduzione dell’AI Overview

Data ultimo aggiornamento: 30/07/2025

Negli ultimi mesi, il mondo della ricerca online sta vivendo un cambiamento epocale. Google ha iniziato a integrare sempre più l’AI Overview (AIO), una funzionalità che promette risposte dirette e sintetiche all’interno delle SERP (Search Engine Results Pages), basate su contenuti provenienti da diversi siti web.

Questa rivoluzione non sta solo ridefinendo l’esperienza utente, ma sta anche modificando profondamente il ruolo del posizionamento organico e, di conseguenza, la strategia SEO che ogni brand deve adottare per rimanere visibile e rilevante. Se gestisci un sito web o un progetto digitale, capire come funziona l’AI Overview e come influisce sulla SEO è fondamentale per non perdere traffico, credibilità e opportunità di conversione.

1. Cos’è l’AI Overview e come funziona?

L’AI Overview è una novità introdotta da Google che sfrutta l’intelligenza artificiale per generare risposte dirette alle query degli utenti, mostrandole direttamente nelle pagine dei risultati di ricerca. In pratica, quando qualcuno effettua una ricerca, Google non mostra solo link ai siti web, ma genera un riassunto completo e sintetico, spesso accompagnato da immagini, liste e suggerimenti, attingendo da diverse fonti online.

Questa risposta appare prima dei risultati tradizionali, mira a soddisfare l’intento di ricerca dell’utente il prima possibile, anche senza fargli lasciare il motore di ricerca.

anteprima AI overview google 1

Non si tratta semplicemente di una funzionalità estetica: è una vera e propria rivoluzione nel modo in cui Google interpreta e presenta le informazioni, con impatti diretti sul traffico organico e sulle strategie SEO.

2. Come Google utilizza i tuoi contenuti per alimentare l’AIO

Google non inventa nulla: lavora sui contenuti già esistenti presenti sul web, li seleziona, riorganizza e riscrive per offrire una risposta rapida e contestuale agli utenti. I contenuti vengono estratti da siti indicizzati, blog, guide, articoli e persino da dati strutturati.

Ma non tutti i contenuti sono uguali: Google privilegia quelli chiari, ben organizzati, completi e soprattutto semantici, cioè in grado di comunicare concetti e significati, non solo parole chiave. La scelta avviene attraverso algoritmi avanzati che valutano la coerenza semantica, la qualità, l’autorevolezza del dominio, la freschezza delle informazioni e, in alcuni casi, la presenza di markup strutturati.

È importante sapere che ogni pagina del tuo sito potrebbe essere “citata” dall’AI Overview, ma solo se rispetta criteri precisi. Inoltre, l’intelligenza artificiale di Google è ora in grado di comprendere cosa c’è all’interno delle immagini, riconoscendo oggetti, ambienti, brand, espressioni facciali e persino lo stile visivo.

Questo significa che Google non si limita a leggere il testo, ma analizza il contenuto visivo e la sua coerenza semantica con il testo presente sulla pagina. La capacità di Google di gestire query complesse che combinano immagini e testo dimostra come stia processando i contenuti in maniera multimodale.

3. L’Impatto dell’AI Overview su traffico e posizionamento

L’effetto principale dell’AI Overview è la riduzione del click-through rate (CTR) verso i siti web. Quando l’informazione è già presente nella SERP, molte persone non sentono più l’esigenza di cliccare su un link. Questo significa che posizionarsi tra i primi risultati non garantisce più lo stesso volume di traffico di prima.

Molti brand stanno notando un calo costante di visite, pur mantenendo la stessa esposizione organica. Google, in un certo senso, sta trattenendo gli utenti sulla SERP con contenuti generati a partire dal tuo stesso lavoro.

Un altro aspetto critico è la selezione automatica delle fonti: non sempre vengono premiati i siti che compaiono in alto, ma quelli che Google considera semanticamente più rilevanti.

Di conseguenza, un sito che occupa la terza posizione potrebbe essere citato nell’Overview, mentre uno in seconda no.

4. Quali siti vengono colpiti maggiormente dall’AIO?

Gli effetti dell’AI Overview non sono distribuiti in modo uniforme. I siti che ne risentono di più sono:

  • Quelli con contenuti duplicati o poco originali.
  • Siti con testi poco strutturati o disorganizzati.
  • Portali con markup inesistenti o errati.
  • E-commerce con pagine di prodotto poco dettagliate.
  • Blog con guide superficiali o incomplete.
  • Siti con immagini non ottimizzate o non pertinenti al testo.
  • Pagine pensate per “acchiappare keyword” ma con basso valore reale.
  • Portali informativi non verticali, che faticano a distinguersi in ambiti specifici.
  • E-commerce con pagine filtro indicizzate o paginazioni di categorie.

Google sta attuando una vera e propria “pulizia della sua base dati”, eliminando quelle pagine che non ritiene rilevanti nel suo nuovo modo di fornire risposte. Questo accade principalmente ai siti che sono stati “fatti male” o che hanno adottato strategie di “pesca con le reti a strascico”.

Dall’altro lato, i benefici maggiori vanno a quei siti che investono in contenuti autorevoli, originali e ben strutturati, con una forte attenzione alla semantica, alla velocità di caricamento e alla multimedialità. L’AIO, infatti, prende da fonti che ritiene affidabili: se il tuo sito è debole sul piano della qualità, Google lo ignorerà, anche se è ben posizionato da anni.

5. Azioni concrete per non perdere traffico

Per contrastare il rischio di perdere visibilità, è necessario agire su diversi fronti con un approccio strategico e lucido:

  • Ottimizzare i contenuti per la semantica, non solo per le keyword.
  • Utilizzare markup strutturati (Schema.org) per migliorare l’estraibilità delle informazioni.
  • Rivedere la struttura delle pagine, rendendola più leggibile e logicamente coerente.
  • Aggiungere contenuti multimediali (immagini, video, infografiche) pertinenti e descritti correttamente.
  • Migliorare il contesto visivo, grazie a immagini originali, alt text mirati e coerenza tra testo e immagine.
  • Monitorare continuamente le SERP e gli aggiornamenti algoritmici.
  • Pulisci il tuo sito: Elimina pagine inutili, duplicati o filtrate per evitare penalizzazioni.
  • Evitare contenuti “di riempimento” e focalizzarsi su contenuti verticali e specifici.
  • Aggiornare i contenuti esistenti secondo la similarità semantica rispetto ai top competitor in SERP.
  • Tagliare le pagine inutili o cannibalizzate: Google sta “ripulendo” il suo indice e deindicizza ciò che non serve.

In particolare, è fondamentale lavorare su SEO visiva e semantica, due aree sempre più decisive per apparire nei risultati AI.

Puoi leggere un approfondimento nell’articolo: Funzionalità di AI e il tuo sito web

6. Perché creare contenuti per l’AI Overview non ha senso

Se pensi di scrivere appositamente per l’AI Overview, probabilmente stai facendo un errore. Non esiste una formula precisa per essere “scelti” da Google. Inoltre, cercare di “adattare” i contenuti solo per farti notare dall’AI rischia di snaturare il messaggio originale e peggiorare l’esperienza reale dell’utente.

Non c’è garanzia di visibilità o di link citato. E anche se vieni usato, non ricevi traffico diretto. I contenuti generalisti verranno comunque riassunti e accorpati.

L’unica strategia vincente è creare contenuti utili, completi, chiari e ben organizzati, che rispondano davvero alle domande degli utenti. Se il tuo obiettivo è aiutare le persone, Google lo capirà e ti premierà, anche in ambito AI. Concentrati su contenuti che gli utenti condividono e linkano.

Meglio produrre contenuti che l’AIO non può riassumere facilmente, come:

  • Opinioni.
  • Casi studio.
  • Approfondimenti tecnici.
  • Esperienze reali e specifiche.
  • Query transazionali, dove il clic è ancora fondamentale.

7. Tecniche SEO avanzate per sopravvivere all’AI Overview

Per stare al passo con l’evoluzione della ricerca, è indispensabile adottare tecniche SEO moderne e integrate:

  • Ottimizzazione semantica: usa entità, sinonimi e concetti correlati alle tue keyword. Analizza le SERP con tool avanzati per capire cosa “ranka” Google e come cambia la concorrenza.
  • Contesto visivo: le immagini non sono più solo decorazioni, ma parte attiva del contenuto. Usa Google Lens friendly image optimization e assicurati che le foto corrispondano semanticamente al testo.
  • Multimodalità: integra immagini, video, audio e testo per aumentare la possibilità di comparire nei risultati AI.
  • Velocità e formato immagini: preferisci formati moderni come WebP e carica le immagini in maniera lazy loading.
  • Structured data: implementa markup per prodotti, recensioni, eventi e contenuti editoriali.
  • Coerenza visiva + testuale: assicurati che ciò che vedi corrisponda a ciò che leggi.
  • Rafforzare l’identità del brand nel markup semantico.
  • Strutturare i contenuti in blocchi chiari, con FAQ, liste puntate, sottotitoli e anchor link.
  • Segmentare per intento: informativo, navigazionale, transazionale.
  • Evitare cannibalizzazioni creando una mappa tematica coerente e aggiornata.
  • Creare contenuti a lungo termine (evergreen), non reattivi.
  • Focus su nicchie specifiche: meglio essere i migliori in un settore ristretto che mediocri in uno generico.
  • Analisi della similarità semantica: Raccogliere i contenuti delle prime posizioni in SERP e confrontare la similarità semantica del tuo contenuto per allinearti all’intento di ricerca predominante.

7.1 Google Lens Friendly Image Optimization

E’ un insieme di tecniche SEO che mirano a rendere le immagini del tuo sito web facilmente interpretabili e utilizzabili da parte di Google Lens, lo strumento di ricerca visiva di Google.

Ma cosa significa esattamente?

Quando un utente effettua una ricerca con Google Lens, non sta digitando parole chiave: inquadra un oggetto o un’immagine per ottenere informazioni correlate. Ad esempio:

  • Scatta una foto a una borsa → Google riconosce il modello, il brand e mostra prodotti simili.
  • Inquadra un mobile → Google capisce lo stile (moderno, rustico, shabby), il materiale e suggerisce alternative.

Per fare questo, Google analizza l’immagine, ne estrae gli elementi semantici e li confronta con i contenuti presenti online. Ecco dove entra in gioco l’ottimizzazione.
Un’immagine “amica” di Google Lens non si limita ad avere un buon titolo o un alt text ben scritto. Deve essere parte di un contesto coerente e chiaro, che aiuti Google a capire cosa rappresenta realmente e perché è rilevante.

8. La SEO del futuro: Visiva, Semantica e Intenzionale

Come anticipato, l’immagine non è più un complemento, è la query. Oggi Google riconosce oggetti, stili, ambienti e persino espressioni facciali. Per questo motivo, non basta più inserire un’immagine con un alt text generico. La nuova SEO richiede un lavoro sinergico tra testo, immagine, contesto e metadati. Solo così si potrà garantire una buona visibilità, sia nei risultati classici che in quelli AI.

Con strumenti come Google Lens e il Multi-search, le immagini contano quanto il testo. Le immagini vanno ottimizzate semanticamente, non solo con l’ALT text. Il tuo sito deve avere immagini semanticamente flessibili: più angoli, più varianti, più scenari d’uso. È essenziale produrre contenuti visivi originali, poiché Google non preferirà immagini duplicate o stock nella ricerca visiva.

9. Che cos’è l’AEO?

Con l’evoluzione dei motori di ricerca verso risposte sempre più immediate e dirette, emerge un’altra disciplina cruciale: l’AEO (Answer Engine Optimization). A differenza della SEO tradizionale che mira a posizionare il tuo sito tra i risultati di ricerca, e della GEO che si focalizza sull’essere fonte per riepiloghi generativi, l’AEO ha l’obiettivo specifico di rendere i tuoi contenuti la risposta diretta e concisa a una domanda specifica dell’utente. Si tratta di ottimizzare per comparire nei “featured snippet” (la cosiddetta “posizione zero”), nei box “Le persone hanno chiesto anche” (People Also Ask) o nelle risposte fornite dagli assistenti vocali. Sebbene un clic sul tuo sito non sia garantito in questi casi, essere la risposta diretta aumenta enormemente la visibilità e l’autorevolezza del tuo brand agli occhi degli utenti e dei motori di ricerca.

9.1 Perché è importante l’AEO?

L’importanza dell’AEO è direttamente collegata alla crescita delle “zero-click searches”. Quando Google (o altri motori di ricerca) fornisce una risposta completa e soddisfacente direttamente nella SERP, molti utenti non sentono la necessità di cliccare su un link per approfondire. Questo fenomeno, se non gestito, può portare a un calo significativo del traffico organico. Essere presenti con un “answer snippet” significa:

  • Massima visibilità: La tua risposta appare in una posizione privilegiata, spesso prima di tutti i risultati tradizionali.
  • Autorità e Credibilità: Essere scelti da Google come “la risposta” per una data query conferisce un enorme senso di affidabilità e competenza nel settore.
  • Brand Awareness: Anche se l’utente non visita il tuo sito, il tuo brand viene associato alla risposta corretta, aumentando la notorietà.
  • Opportunità di re-engagement: Se la risposta è parziale o stimola curiosità, può comunque incentivare l’utente a cercare maggiori dettagli sul tuo sito.

9.2 Come si ottimizza per l’AEO?

Ottimizzare i tuoi contenuti per l’Answer Engine Optimization richiede un approccio mirato e specifico:

  • Identifica le Domande Dirette: Analizza le query degli utenti e le sezioni “People Also Ask” nelle SERP per capire quali domande specifiche cercano risposte rapide. Strumenti SEO possono aiutarti a trovare queste opportunità.
  • Contenuti Chiari, Concisi e Diretti: Le risposte devono essere immediate e facili da comprendere. Pensa a come un assistente vocale le pronuncerebbe. Per esempio, se la domanda è “Cos’è l’AEO?”, la risposta deve iniziare con una frase diretta: “L’AEO è l’acronimo di Answer Engine Optimization, una strategia SEO…”
  • Formato Domanda-Risposta: Struttura i tuoi contenuti in modo esplicito. Utilizza titoli <h2> o <h3> come domande (es. “Cos’è l’AI Overview?”) e il paragrafo seguente come risposta diretta e sintetica. Le liste puntate o numerate funzionano molto bene per risposte a domande come “Quali sono i vantaggi di X?”.
  • Markup Schema per FAQ e HowTo: Implementa i dati strutturati (Schema.org) FAQPage o HowTo per aiutare i motori di ricerca a identificare in modo inequivocabile le domande e le risposte presenti sulla pagina. Questo aumenta notevolmente le probabilità di apparire come snippet in evidenza.
  • Linguaggio Naturale e Conversazionale: Scrivi in un modo che rispecchi il linguaggio che gli utenti userebbero per formulare le domande, specialmente per le ricerche vocali. Evita il gergo eccessivo quando non necessario.
  • Soddisfa l’Intento di Ricerca: Assicurati che il tuo contenuto risponda pienamente all’intento specifico della query, sia esso informativo, transazionale o navigazionale. L’AI premia la pertinenza.
  • Posizionamento “In-Content”: La risposta ottimale per un featured snippet si trova spesso all’inizio del paragrafo o della sezione che segue immediatamente la domanda, permettendo ai motori di ricerca di estrarla facilmente.

L’AEO non è solo una tecnica, ma una mentalità: si tratta di essere la soluzione immediata e autorevole che i motori di ricerca cercano per i loro utenti. Integrare una strategia AEO nella tua pianificazione SEO è essenziale per non perdere visibilità nell’attuale scenario di ricerca.

10. Che cos’è la GEO?

La Generative Engine Optimization è l’insieme di strategie volte a rendere i contenuti web compatibili con i criteri utilizzati dai modelli generativi (come Gemini di Google o ChatGPT di OpenAI) per costruire risposte automatiche nelle SERP. In pratica, non si tratta più solo di “posizionarsi” nei risultati organici, ma di entrare nei contenuti che l’AI sceglie per rispondere all’utente.

10.1 Perché è importante?

Con l’AI Overview, l’utente riceve un riassunto sintetico prima ancora di visualizzare i risultati classici. I siti che riescono a entrare tra le fonti referenziate nella risposta generativa possono ottenere una visibilità straordinaria. Al contrario, chi non è incluso rischia un calo nel traffico, anche se in passato occupava le prime posizioni.

10.2 Come si ottimizza per la GEO?

Ecco alcune buone pratiche per rendere un contenuto compatibile con i nuovi modelli generativi:

  • Fornire risposte chiare e strutturate
    I contenuti devono rispondere direttamente alle domande degli utenti, con linguaggio naturale, ma preciso. I modelli di AI prediligono testi che sembrano già pronti per essere riassunti.
  • Ottimizzare per l’intento di ricerca
    Comprendere cosa vuole davvero sapere l’utente permette di creare contenuti che l’AI giudica pertinenti e utili.
  • Usare titoli e sottotitoli descrittivi
    Strutturare l’articolo in blocchi tematici aiuta l’AI a “navigare” il contenuto e a selezionare porzioni rilevanti.
  • Dare priorità all’autorevolezza
    Citazioni di fonti affidabili, dati aggiornati e autore dell’articolo ben identificabile sono segnali che aumentano la fiducia dell’AI nel tuo contenuto.
  • Mantenere il markup semantico corretto (HTML)
    Tag ben usati (come <h2>, <p>, <ul>) aiutano l’AI a comprendere meglio la struttura logica della pagina.
  • Fornire un contesto chiaro
    L’intelligenza artificiale funziona meglio quando capisce in quale ambito si colloca una risposta. Frasi introduttive e contestualizzazioni sono fondamentali.

10.3 GEO e SEO: non si escludono, si integrano

La GEO non sostituisce la SEO tradizionale, ma la completa. Un sito ben posizionato in ottica SEO ha più possibilità di essere selezionato anche dai motori generativi, ma serve un’attenzione specifica alla chiarezza, autorevolezza e struttura del contenuto.

In sintesi, preparare i propri contenuti per l’era dell’AI significa evolvere: non basta più ottimizzare per gli algoritmi classici, bisogna imparare a dialogare anche con i modelli linguistici che plasmeranno sempre più l’esperienza di ricerca.

11. Glossario

Ecco un elenco dei principali termini utilizzati nell’articolo:

  • AI (Intelligenza Artificiale)
    Tecnologie in grado di simulare l’intelligenza umana, come comprendere il linguaggio, analizzare dati e prendere decisioni.
  • AEO (Answer Engine Optimization)
    È la strategia di ottimizzazione dei contenuti per far sì che siano scelti e mostrati direttamente dai motori di ricerca come risposta immediata a una domanda specifica dell’utente (ad esempio, nei featured snippet, nei box “People Also Ask” o nelle risposte vocali).
  • AI Overview
    È una nuova funzione di Google che utilizza l’intelligenza artificiale per fornire una risposta riassuntiva direttamente nella pagina dei risultati di ricerca.
  • Contenuto informativo
    Articoli o pagine web pensati per rispondere a una domanda o offrire un approfondimento, non necessariamente legati alla vendita.
  • CTR (Click-Through Rate)
    È la percentuale di persone che cliccano su un risultato rispetto a quante lo visualizzano.
  • GEO (Generative Engine Optimization)
    È l’evoluzione della SEO pensata per l’era dell’intelligenza artificiale. Si riferisce all’ottimizzazione dei contenuti affinché vengano riconosciuti e utilizzati dalle risposte generate automaticamente dai motori di ricerca, come l’AI Overview di Google. L’obiettivo è aumentare la probabilità che un sito venga citato o linkato nelle risposte dell’AI.
  • Intento di ricerca
    È l’obiettivo dell’utente quando effettua una ricerca: vuole acquistare? Informarsi? Trovare un sito specifico?
  • Ottimizzazione semantica
    Tecniche che aiutano Google a capire meglio il significato dei contenuti, andando oltre le singole parole chiave.
  • Query
    È la parola o frase digitata dall’utente nel motore di ricerca.
  • Search Generative Experience (SGE)
    È un progetto di Google che mira a rendere le ricerche più intelligenti grazie all’intelligenza artificiale, offrendo risposte più complesse e personalizzate.
  • SEO (Search Engine Optimization)
    È l’insieme di tecniche utilizzate per migliorare la visibilità di un sito web nei risultati di ricerca di Google e altri motori di ricerca.
  • SERP (Search Engine Results Page)
    È la pagina dei risultati restituiti da un motore di ricerca (come Google) in risposta a una query dell’utente. Include sia i risultati organici che quelli sponsorizzati, oltre ad altri elementi come snippet, immagini, video e funzionalità speciali (ad esempio, i featured snippet o le risposte vocali).
  • Snippet
    È l’anteprima del contenuto di una pagina che compare nei risultati di Google (titolo, URL e descrizione).

Prepara il tuo sito per il futuro della ricerca

L’AI Overview rappresenta una sfida importante per chi opera nel mondo del web marketing. Tuttavia, non è una minaccia, ma un’opportunità per migliorare la qualità dei contenuti e la loro capacità di rispondere realmente alle esigenze degli utenti. Questo non è una rivoluzione che stravolge ogni cosa, ma un’accelerazione di tendenze già in atto.

Se vuoi evitare di perdere traffico e posizioni in SERP, è fondamentale intervenire ora: analizzare i contenuti, strutturarli in maniera semantica, ottimizzare le immagini e ripensare l’intera strategia SEO. Il problema, oggi, non è tanto imparare cose nuove, ma fare quello che già si sapeva essere efficace e importante, ma che per pigrizia o mancanza di focus è stato rimandato. È il momento di passare dalla semplice ottimizzazione alla SEO visiva strategica e all’allineamento semantico intenzionale.

Noi di PIXEL, supportiamo aziende e professionisti nell’adattamento a questi nuovi scenari. Ti aiutiamo ad analizzare in modo strategico il tuo sito, la tua struttura SEO, i contenuti e la tua presenza nelle nuove SERP AI-based.

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