Core Web Vitals: non solo tecnica, ma strategia vincente per superare i tuoi competitor
Data ultimo aggiornamento: 30/07/2025
Il tuo sito web è bellissimo, ricco di contenuti e ottimizzato per i motori di ricerca. Eppure, i visitatori sembrano abbandonarlo troppo in fretta?
O forse le conversioni (contatti, vendite) non decollano come speravi? Spesso, la risposta non è solo in cosa offri, ma in come lo offri.
Oggi, l’esperienza utente (UX) non è più un optional, è il cuore pulsante di un sito di successo. Ed è qui che entrano in gioco i Core Web Vitals (CWV) di Google.
Molti li vedono come l’ennesimo tecnicismo SEO da spuntare su una lista. Ma in questo articolo ti mostreremo perché i Core Web Vitals sono molto di più: sono un vantaggio strategico fondamentale per coinvolgere i tuoi utenti, migliorare i risultati di business e, sì, anche per superare la concorrenza.
Cosa sono i Core Web Vitals, spiegato semplice
Immagina di entrare in un negozio: vuoi che si apra velocemente, che tu possa interagire subito con i commessi e che gli scaffali non si spostino all’improvviso mentre cerchi qualcosa. Google ha cercato di misurare questa sensazione di fluidità e piacevolezza online attraverso i Core Web Vitals.
Sono tre metriche specifiche che valutano aspetti chiave dell’esperienza utente reale:
Largest Contentful Paint (LCP): la velocità di caricamento percepita
- Cosa misura: quanto tempo impiega l’elemento più grande (solitamente un’immagine o un blocco di testo) a diventare visibile nella schermata iniziale.
- In parole semplici: quanto velocemente l’utente sente che la pagina si sta caricando con contenuti utili? Un LCP veloce dà subito un’impressione positiva.
- Obiettivo ideale: sotto i 2.5 secondi.
Interaction to Next Paint (INP): la reattività all’interazione
- Cosa misura: quanto tempo passa da quando l’utente interagisce con la pagina (click, tocco, digitazione) a quando vede una risposta visiva. Nota: INP ha sostituito First Input Delay (FID) come metrica principale per la reattività nel 2024.
- In parole semplici: il sito risponde prontamente quando clicco su un pulsante o apro un menu, o sembra “bloccato”? Un INP basso significa un sito scattante e non frustrante.
- Obiettivo ideale: sotto i 200 millisecondi.
Cumulative Layout Shift (CLS): la stabilità visiva
- Cosa misura: quanto si “muovono” inaspettatamente gli elementi della pagina durante il caricamento (es. testo che salta, pulsanti che si spostano mentre stai per cliccarli).
- In parole semplici: la pagina è stabile o gli elementi compaiono all’improvviso spostando tutto il resto? Un CLS basso evita errori e fastidio.
- Obiettivo ideale: sotto 0.1.
Un’altra metrica importante: First Contentful Paint (FCP)
Oltre a LCP, INP e CLS, potresti aver sentito parlare anche di First Contentful Paint (FCP).
È importante chiarire che, sebbene sia una metrica Web Vital significativa, FCP non è una Core Web Vital.
Misura il tempo che passa dall’inizio del caricamento della pagina fino a quando qualsiasi parte del contenuto (come testo o un’immagine) viene visualizzata per la prima volta. L’FCP è cruciale perché è il primo segnale visivo per l’utente che la pagina sta rispondendo e caricando.
Tuttavia, mentre l’FCP indica l’inizio del caricamento visibile, l’LCP (che è una Core Web Vital) misura quando il contenuto principale è probabilmente caricato.
Google considera LCP, INP e CLS come i misuratori fondamentali dell’esperienza utente complessiva.
Puoi approfondire le definizioni e i dettagli tecnici direttamente sulla documentazione ufficiale di Google:
- Panoramica sui Core Web Vitals: https://web.dev/vitals/
- Approfondimento su INP: https://web.dev/inp/
- Approfondimento su FCP (per confronto): https://web.dev/fcp/
Perché i CWV contano davvero (oltre la SEO)
Sì, Google ha confermato che i Core Web Vitals sono uno dei tanti segnali usati per il ranking nelle ricerche. Ma il loro impatto va ben oltre il posizionamento:
- Esperienza utente migliore = utenti più felici: Un sito veloce, reattivo e stabile è semplicemente più piacevole da usare. Gli utenti frustrati da lentezza o elementi che “saltano” se ne vanno, spesso per non tornare.
- Tassi di abbandono ridotti (Bounce Rate): se la pagina ci mette troppo a caricare (LCP alto) o è instabile (CLS alto), molti utenti chiuderanno la scheda prima ancora di interagire. Migliorare i CWV tiene i visitatori sul tuo sito.
- Aumento delle conversioni: un’esperienza fluida, specialmente su mobile e durante processi chiave come il checkout o la compilazione di form (dove INP è cruciale), porta a tassi di conversione più alti. Meno attrito = più risultati.
- Percezione del brand: un sito performante comunica professionalità, affidabilità e attenzione al cliente. Un sito lento o goffo fa l’esatto contrario.
Il vantaggio competitivo
Ecco il punto chiave: se il tuo sito offre un’esperienza utente nettamente superiore a quella dei tuoi concorrenti grazie a ottimi Core Web Vitals, hai un vantaggio concreto:
- Catturi e mantieni l’attenzione: in un mondo digitale affollato, la velocità e la fluidità fanno la differenza tra un utente che resta e uno che passa al risultato successivo (magari del tuo competitor).
- Costruisci fiducia: un’esperienza senza intoppi facilita la costruzione di un rapporto di fiducia, essenziale per trasformare un visitatore in cliente.
- Segnali positivi a Google (effetto indiretto): anche se il boost diretto SEO dai CWV può essere limitato, un sito con buona UX avrà tassi di abbandono più bassi e magari tempi di permanenza più lunghi. Questi sono segnali che Google nota e premia nel lungo periodo.
Come capire come sta andando il tuo sito?
Non serve essere super tecnici per avere un’idea. Google mette a disposizione strumenti facili da usare:
- PageSpeed Insights: https://pagespeed.web.dev/
- Inserisci l’URL del tuo sito (e magari di qualche competitor!).
- Ti darà i punteggi per i Core Web Vitals (sia su mobile che su desktop), il punteggio FCP e altri dati sulle performance. Cerca i colori: Verde (buono), Giallo (da migliorare), Rosso (scarso).
- Offre anche suggerimenti su cosa migliorare (alcuni tecnici, altri più generali).
Cosa fare per migliorare (senza impazzire con il codice)
Migliorare i Core Web Vitals (e spesso anche FCP) può richiedere interventi tecnici, ma ecco le aree principali su cui concentrarsi, anche solo per discuterne con chi gestisce il tuo sito:
- Ottimizzazione delle immagini: spesso sono la causa principale di LCP alti. Usa formati moderni (come WebP), comprimile senza perdere troppa qualità e assicurati che abbiano le dimensioni giuste.
- Hosting performante: un server lento influenzerà tutte le metriche. Assicurati che il tuo piano hosting sia adeguato al traffico e alla complessità del sito.
- Limitare script e plugin “pesanti”: troppi script esterni, plugin non ottimizzati (specialmente su piattaforme come WordPress) possono bloccare il caricamento (influenzando FCP e LCP) e peggiorare la reattività (INP).
- Attenzione agli elementi “dinamici”: banner pubblicitari, pop-up, font caricati tardi possono causare spostamenti del layout (CLS). Assicurati che abbiano spazi riservati o che vengano caricati in modo da non “spingere” gli altri contenuti.
- Ridurre il lavoro del browser (Render-blocking resources): Minimizzare CSS e JavaScript che bloccano la visualizzazione iniziale aiuta sia FCP che LCP.
Da tecnicismo a strategia di successo
Considerare i Core Web Vitals solo come una casella da spuntare per la SEO è un errore strategico. Sono un indicatore diretto della qualità dell’esperienza che offri ai tuoi utenti.
Lavorare per migliorare LCP, INP e CLS (tenendo d’occhio anche FCP) significa investire in:
- Utenti più soddisfatti e coinvolti.
- Migliori tassi di conversione.
- Un brand percepito come moderno e affidabile.
- Un vantaggio competitivo tangibile.
Inizia oggi: usa PageSpeed Insights per controllare i tuoi punteggi e quelli dei tuoi concorrenti. Se i risultati non sono brillanti, è il momento di pianificare interventi mirati. Non si tratta solo di accontentare Google, ma di costruire un ponte solido verso i tuoi clienti.
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